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Il Nobile e l’Abruzzo sono lo stesso Montepulciano?

Premesso che Montepulciano (SI) è luogo fra i più magici della magicissima Toscana, debbo risponderti no.
Il Nobile, millenario, e DOCG dal ’99, identifica un rosso toscano “regale”, vinificato almeno per il 70% da sangiovese, in zona chiamato prugnolo gentile, il resto delle uve sono il “presenzialista” canaiolo e sino a un decimo uve bianche, prassi che in passato riguardava il Chianti (oggi non più!). E’ un vino importante, da invecchiamenti, ma virtuosamente “rurale” e poco incline alle mode. Ottima l’evoluzione della qualità produttiva, tenuti anche presenti i prezzi al commercio quanto mai ragionevoli.
Viceversa, il Montepulciano d’Abruzzo (DOC dal ’92 e DOCG dal 2003 sulle colline teramane) è un genotipo abruzzese che si dirige anche verso il Sud Italia. Vanta numerosi fan, è pur esso da invecchiamenti, io preferisco la tipologia rosso alla cerasuolo. Si vinifica in purezza ma ben lega con altri genotipi, fra cui ad esempio proprio il sangiovese. Nel complesso, è un bicchiere forte, generoso, che regala esperienze durature, va accompagnato anzitutto a piatti e panarde del terroir, fettuccine con ragù, carni ovine stufate, salsicce e frattaglie.

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