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Cos’è un “incrocio”?

Non è l’intersezione di due vie o strade… E’ viceversa la fusione di due vitigni (naturalmente della specie Vitis Vinifera Sativa) da cui scaturisce un ibrido. Un centinaio di anni fa, peraltro, si utilizzò intensamente la pratica dell’incrocio per le uve da tavola (eccezion fatta per l’uva Regina e l’uva Sultanina), poichè l’ibrido che ne origina rappresenta un “progresso” genetico e dà buoni risultati. Quanto al vino, si sono rivelati alquanto interessanti il Muller-Thurgau (riesling incrociato con chasselas) creato nel 1882 da Hermann Muller di Thurgau, il Rebo (merlot incrociato con teroldego) dal nome dello sperimentatore Rebo Rigotti, i vari Incrocio Manzoni creati appunto dall’agronomo Luigi Manzoni (1888-1968) negli anni ’20 e ’30 del Novecento e affermatisi nel nord-est d’Italia, il cosiddetto Incrocio Terzi (barbera incrociato con cabernet franc) che si deve al vigneron Riccardo Terzi operativo nella Lombardia bergamasca e bresciana, il cosiddetto Incrocio Bruni (sauvignon incrociato con verdicchio) che si deve all’esperto di vitigni Prof. Bruno Bruni e che ha riscosso un certo interesse nell’Italia centrale – Bruni nacque nelle Marche – , il Kerner (schiava grossa incrociata con riesling), un’idea di August Herold risalente al 1929 e lavorata in Trentino-Alto Adige, il cui nome, Kerner, è un omaggio al poeta svevo d’inizio Ottocento…

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