12 feb 2023  | Pubblicato in Ligucibario

Si scrive DOP, si legge biodiversità 1

smartSi avvia a conclusione il nostro project work internamente al corso ITS “Tecnico Superiore Responsabile delle Produzioni e delle Trasformazioni nella Filiera Olearia” in svolgimento ad Imperia.
I discenti, suddivisi in gruppi di lavoro, hanno “risposto” alle principali FAQ sul tema olio, hanno svolto una ventina di parti tematiche, redatto un glossario italiano-inglese – iper-specialistico – di circa 200 lemmi, e stanno lavorando su alcune mindmap conclusive, fra cui anche “olivo”, “dieta mediterranea”, “Imperia” e “pissalandrea/sardenaira”
Le metodologie formative di Luisa Puppo e mie hanno come sempre spaziato, nel tentativo d’indurre interazione, concretezza, capacità di operare in team, e anche un prezioso video, sulle Langhe patrimonio UNESCO ma soprattutto sul senso profondo dei prodotti a denominazione d’origine certificata, ha favorito una discussione in plenaria, la quale a propria volta ha nuovamente sottolineato la centralità del concetto di terroir, che la Liguria fa pienamente proprio anche ed in primis grazie alle eccellenze produttive, fra cui l’extravergine DOP Riviera Ligure: mi riferisco ad eccellenze che più d’ogni altra rappresentano sapienze millenarie, biodiversità, genius loci, filiere autoctone, nutraceutica, buonessere
Ecco così in tavola, coi nostri grandi mosti di drupa, i carpacci di pesce, le insalate di stagione, il brandacujùn, le salse al mortaio fra cui il mirabile marò di fave, la torta stroscia di Pietrabruna…
Non si dimentichi che Report stesso, il prezioso format giornalistico che da anni su Raitre garantisce inchieste di straordinario impatto, s’è di recente dedicato – link qui – allo “scontro” fra le nostre glorie gastronomiche (pomodori San Marzano, formaggio Asiago…) e quanti all’estero, disinvoltamente e con quello stesso nome, le producono, appropriandosi di un valore che evidentemente non gli “apparterrebbe”. E’ il cosiddetto “Italian sounding”, danno economico e d’immagine contro il quale il nostro Paese, dove non a caso scelse di vivere Ancel Keys (morendovi centenario), non deve abbassare la guardia.
I discenti, pur alle prese con 6 ore quotidiane d’aula (impegno non da poco), mostrano di gradire, e chi scrive ringrazia come sempre, per il supporto a 360°, l’onnipresente tutor Simone Rizzo.
Umberto Curti
umberto curti

 

One comment on “Si scrive DOP, si legge biodiversità

  1. Commenta Maurizia Spotorno feb 22, 2023 22:56

    Credo che questi ragazzi siano stati molto fortunati. Avere professori non solo preparati e capaci ma che amano la materia che “divulgano”e la trasmettono con passione è una grande fortuna per chi impara.
    Nella mia “carriera” scolastica posso contare veramente pochi docenti con queste doti e li ricordo ancora con riconoscenza ed affetto.
    Complimenti anche per lo “sbarco” della Focaccia San Giorgio ad Eataly

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