18 feb 2021  | Pubblicato in Ligucibario

Savona futurista in cucina 2

Futurismo-3Nel maggio 1932 l’editore Sonzogno diede alle stampe La cucina futurista, ricettario di Marinetti con Fillìa, 172 piatti e “polibibite” ideati – tra gli altri – anche da Farfa, Prampolini, Diulgheroff, Tullio d’Albisola. L’opera, preceduta l’anno prima da un Manifesto (nel quale Marinetti biasimava la pasta! * ) e da varie cene…movimentate, assommava 267 pagine e 2 carte di tavole fotografiche fuori testo, 6.000 copie la tiratura, impressa al frontespizio. A latere il critico letterario Panzini curò un lessico dei tanti e fantasiosi neologismi.
Tra i preziosi documenti recentemente recuperati da una nipote di Farfa compare un biglietto dagli accenti “marinettiani” che il pittore Crali – vicino a Marinetti – spediva a Farfa, residente a Savona: «Ho letto su Cucina Futurista le tue ricette, ne sono talmente entusiasta che sento il bisogno di avere una tua foto con contorno di testina il tutto in un brodo di bromuro d’argento»…
Tali “scambi” rendono l’idea della temperie culturale dell’epoca, e delle interazioni, sempre ipercinetiche e provocatorie, fra gli aderenti al futurismo, di solito persone di talento (non a caso nella storia dell’arte il futurismo si posiziona come l’unica importante avanguardia italiana). Per Marinetti il pranzo economico avrebbe ad esempio dovuto esser “degustato mentre un abile declamatore farà esplodere le liriche umoristiche del Poeta-Record Nazionale Farfa, imitandone la tipica voce di miope tubo di scappamento”.
Da oggi 18 febbraio è in edicola Liguria Food n. 21. E su questo meritorio magazine bimestrale edito da Dario Sabatelli (figlio di Marco Sabatelli uno dei migliori “partner” del futurismo e dell’arte savonese) ho curato un lungo articolo sulla cucina futurista, inclusivo delle 7 ricette, anzi delle 7 formule, che proprio Farfa offrì al volume di Marinetti e Fillia. Mi riferisco a

1.Bianco e nero. 2.Terra di Pozzuoli e verde veronese. 3.Fragolamammella. 4.Garofani allo spiedo. 5.Carota + calzoni = professore. 6.Caffèmanna. 7.Senato della digestione.

Benché anche queste ideazioni, come tutta la cucina futurista (salvo rarissime eccezioni fra cui qualche riso), paiano per gran parte vaneggiamenti ben poco “gastronomici”, per il mio articolo Dario Sabatelli ha recuperato non solo materiali iconografici splendidi, ma anche concrete immagini di piatti futuristi, scattate al ristorante “La Cloche 1967” di Torino durante la serata del 23 marzo 2019 organizzata da Clara e Gigi Padovani per il progetto Pagine di Storia a Tavola. Quella sera lo chef Luca Taretto infatti reinterpretò le ricette di Fillìa e amici: la Listavivande, dopo la polibibita Giostra d’Alcol, prevedeva in particolare Scoppio in gola, Uova divorziate, Compenetrazione e Fragola Mammella…
Buona lettura e buone ricette, Ligucibariani! Altre novità sono all’orizzonte, non lontane dal torrente Sansobbia!
Umberto Curti
* causa d’infiacchimento della nazione. E occorsero suppliche accorate per salvare almeno i ravioli e le trenette avvantaggiate, condite con “salsa di smeraldo” (ovvero il pesto)…
umberto curtiLigucibario mindmap PNG

2 thoughts on “Savona futurista in cucina

  1. Commenta Maurizia feb 19, 2021 16:32

    Io amo molto il futurismo come movimento artistico ma la ricette futuriste come giustamente dici tu sono “vaneggiamenti ben poco gastronomici” ma sicuramente oltre l’aspetto gastronomico occorre vedere l’aspetto artistico e “provocatorio” anche in questi piatti e la riprova sono le bellissime ed anche invitanti foto che fanno da corona all’articolo .
    Tu pensi che la nouvelle cuisine abbia attinto (spesso male) dalla cucina futurista ?
    Io che sono ormai una vecchietta continuo a preferire sempre un bel piatto di ravioli con il tocco e le trenette avvantaggiate ….anche se adoro la tartare di carne cruda .
    Buon appetito a tutti

    • Commenta Luisa feb 22, 2021 14:21

      Nel capitolo interno al libro su Farfa (curato da Silvia Bottaro) di prossima uscita Umberto ha potuto più estesamente sottolineare le genesi a dir poco iconoclastiche dei piatti futuristi… La nouvelle cuisine ha probabilmente attinto anche dal futurismo, così come da Pollock ed altri (alcune ideazioni di Gualtieri Marchesi sono, per così dire, partiture estetiche). Sia come sia, Umberto ed io sospettiamo che a cena i futuristi stessi privilegiassero i ravioli più che i “carneplastico”…

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