5 apr 2012  | Pubblicato in Oleario

Olive e cucine d’Italia. Il Trentino Alto Adige

Oleario, gli olii di Ligucibario“Cerniera” fra quel che fu l’impero asburgico e la mediterraneità che spinge da sud, il Trentino Alto Adige ha cucina forte, centrata su eccelse verdure e frutta e su varie carni, benché – nelle viuzze dei paesini – alle narici salga soprattutto il profumo degli speck affumicati. Cavoli, funghi, stinco di maiale al forno, salsicce, polente, mele renette, strudel… Noi liguri, poi, in vacanza lassù durante i primi anni ’70 (i colpi di clacson salutavano le auto con targhe “affini”), nelle baite sulle malghe sperimentavamo per la prima volta i mille tipi di pane con cereali e semi, i canederli, la zuppa d’orzo, i roesti, il capriolo, i mitici formaggi (fra cui il puzzone di Moena), i kaiserschmarren, la torta di carote…
Strabilianti i vini, sia bianchi sia rossi, dal Riesling al Marzemino, dal Gewurztraminer al Teroldego. Quanto agli olii extravergine, infine, il contesto pedoclimatico notoriamente non è dei migliori (escluse rare eccezioni) per la coltivazione di uliveti. La sponda trentina del Garda e il rilassantissimo lago di Caldaro rappresentano gli areali più vocati.
Le cultivar locali più importanti sono:
Casaliva, Favarol, Fort, Lezzo, Morcai, Raza, Rossanel, Trep
Umberto Curti, Ligucibario®

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