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Scala cromatica

per i rossi prevede in sintesi il rosso violaceo, il rosso rubino carico con riflessi violacei, il rosso rubino, il rosso rubino scarico, il rosso rubino con riflessi granata, il rosso granato o profondo, il rosso granata con riflessi aranciati. Per i rosati prevede il rosa scarico, il rosa scarico con riflessi aranciati o ramati, il rosa, il rosa carico, il chiaretto, il cerasuolo. Un vino bianco giovane, di quelli che ordiniamo ad esempio come fragranti aperitivi, proporrà viceversa un bel giallo paglierino, in una scala che va dal bianco carta al giallo paglierino scarico con riflessi verdognoli, al giallo paglierino, al giallo paglierino con riflessi dorati, al giallo paglierino carico, al giallo tendente all’oro, al giallo oro carico, al giallo ambrato sino all’ambrato carico/oro antico. Il giallo ambrato, in particolare, si associa ai (meravigliosi) vini passiti e fortificati, ma talora – ove si tratti di un ambrato smorto, statico – può anche rappresentare l’indizio di un’ossidazione che trasforma gli alcoli in aldeidi e purtroppo “maderizza” il vino, dandogli un sapore spiacevolmente marsalato. L’esame olfattivo potrà poi confermare il sospetto

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