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Fasi fenologiche

la vite, arbusto rampicante, ha un ciclo vegetativo, dal momento della potatura (qualità > quantità) a quello della vendemmia, della durata indicativa di 9 mesi, suddiviso nelle cosiddette fasi fenologiche. In estrema sintesi, marzo corrisponde al risveglio vegetativo, è il “pianto” tramite cui la pianta emette dalle potature alcune gocce di linfa grezza, preparandosi alla primavera (il fenomeno è dovuto all’aumentato assorbimento di sostanze da parte dell’apparato radicale). Segue ad inizio aprile – indotta dalle temperature favorevoli intorno ai 5-10° e dagli ormoni – la reidratazione-germogliamento, con la crescita dei tralci, che si prolunga da 15 giorni ad 1 mese. Poi la fioritura. L’alligagione è la fase in cui il fiore si fa frutto ed i grappolini cominciano ad assumere la forma che conosciamo, sono ancora organi verdi contenenti clorofilla. L’ingrossamento degli acini non ha bisogno di molte spiegazioni, visibile com’è – giorno dopo giorno – a occhio nudo. Infine l’invaiatura, fenomeno anch’esso inconfondibile, 40-50 giorni durante i quali gli acini mutano colore – maturando – per via dei pigmenti flavonici e antocianici. La polpa s’ammorbidisce, crescono volume e zuccheri, cala l’acidità, cresce il ph, iniziano la sintesi degli antociani, il mutamento dei tannini, la sintesi delle sostanze aromatiche. Il ph è la scala dell’acidità reale (valore importantissimo dato da uve e fermentazioni, si misura in grammi per litro), è più basso nei vini acidi e freschi

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