28 mar 2023  | Pubblicato in Ligucibario

“La nostra storia” scopre il Nuovo Mondo

DSCN0928Nelle materie che più “occupano” la mia professione (turismo enogastronomico, mediterraneità…), storytelling è divenuta – legittimamente – parola centrale. L’italiano non riesce granché a “tradurla”, certo non è raccontare storie. Viceversa, comunicare attraverso racconti rende meglio l’idea di fondo che la nutre…
“La nostra storia”, il format di Paolo Zerbini in onda su Telenord, è un riuscito storytelling, che ricrea le storie della città di Genova – vecchie e nuove, antiche e recenti – mescolando voci, immagini, saperi, aneddoti, tradizioni.
Sono stato ospite della bellissima puntata, che vi suggerisco, amici Lettori, di vedere a questo link , dedicata a Cristoforo Colombo, alle sue imprese temerarie, e a tutte le conseguenze che quella scoperta produsse sul Vecchio Mondo…
In compagnia dello storico Pierangelo Castagneto (che incrociai ai tempi dell’Università, in quanto amico di un amico e allievo del professor Rotta), dell’architetto Luca Mazzari, del giornalista Gessi Adamoli e dell’intrattenitore Roby Carletta, abbiamo – ciascuno dal proprio àmbito di competenza – viaggiato col celebre esploratore, per buscar el levante por el poniente, approfondendo la geografia e la navigazione del tempo, e i mille risvolti di una vicenda, umana oltre che economica, che cambiò i destini di molta umanità…
Avvincente, come sempre, il video curato da Gessi Adamoli e Andrea Rivellini, i quali descrivono la giovinezza genovese di Colombo (il cui padre si occupò non senza grattacapi di politica…) e quella casa che oggi in via di Porta Soprana molti turisti visitano meravigliati, ennesima risorsa culturale che la Superba propone ai suoi ormai numerosi ospiti.
A me, naturalmente, il gradito compito di narrare la rivoluzione culinaria indotta – nel bene e nel male – dagli ingredienti e materiali che via via approdarono in Europa, anzitutto, ma non solo, nei porti di Siviglia, Genova…
Patate, pomodori, mais, fagioli e fagiolini, zucche e zucchini, peperoni e peperoncini, cacao, ma (last not least) pure coca, curaro, china, guano. Ognuno di essi, di nuovo, racconta una storia, composta da cento microstorie, si pensi alla patata, “temuta” in quanto ipogea, forse diabolica, poi sdoganata a furia di esperimenti e di omelie da quel Padre Michele Dondero che dalle parti di Neirone, in val Fontanabuona, sopra Recco, fu agronomo tra i più pionieristici…
E Nuovo Mondo, di fatto, significò anche pellagra, fillossera, dorifora… Una medaglia, si sa, propone sempre due facce, una migliore ed una meno rassicurante. Come la luna, aggiungerebbero forse i Pink Floyd.
“Buio in studio!”, conclude Paolo Zerbini. Alla prossima!
Umberto Curti
umberto curti

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