18 apr 2017  | Pubblicato in Ligucibario

Il “rito” della pasticceria Claudio a Ovada

castello di campo ligure

scorcio del castello di campo ligure

Adoro la strada del Turchino (cara anche ai ciclisti…) che dalle coste genovesi sale prima a Mele, poi superando il breve traforo schiude la valle Stura e infine il basso Piemonte. Masone, Campo Ligure, Rossiglione, Ovada, ogni località cento risorse storico-culturali (e un’eccellente musealità) e cento tradizioni gastronomiche, fra cui la revzöra campese, splendida con la testa in cassetta. I trekkers e i bikers possono anche godersele con la ferrovia Genova-Acqui Terme, i cui arditi viadotti regalano panorami mozzafiato ed ecologicamente sostenibili.
Ovada… Si andava da “Claudio”, celeberrima pasticceria, non solo per le “dolcezze” ma anche per gli aperitivi, correvano gli anni domini 1976 e 77, le colline circostanti erano (e sono) rifugio di non pochi genovesi, che in quella quiete green scampavano il caos e le calure estive di città e riviera (una cerniera di affetti lega da sempre il Piemonte alla Liguria).

bar pasticceria claudio ovada

bar pasticceria claudio ovada

Faceva così anche la mia famiglia, affittando per agosto un grazioso appartamentino proprio all’ingresso di Trisobbio, pardòn Tarsoebi, suggestivo borgo con castello, terre di tartufi e Dolcetto. Io, allora poco più che adolescente, con la vespa percorrevo anche tutti i paesini intorno, a caccia di tornei sportivi non solo calcistici e di uve e nocciole, il sellino lungo “consentiva” di trasportare comodamente anche qualche ragazza carina, ce n’erano tante a Trisobbio…
La domenica, poi, tutti al ristorante, famiglia e parenti in tavolate numerose e rumorose, e gli amarcord più mistici riguardano naturalmente il “Bel soggiorno” a Cremolino, salette e veranda arredate con garbo piemunteis, casa accogliente dove Mario Benzo ogni volta stupiva gli avventori con una sequenza d’antipasti freddi e caldi da urlo, poi taglierini, carni top di gamma fra cui l’anatra, e il tris di dessert irresistibili (il dolce della nonna, la mousse al fondente, la macedonia di frutta secca)… La bottiglia soleva esser Grignolino, e mai una sola. Ai tavoli serviva Paola, la ricordo bene, come dimenticare il suo sorriso “longilineo” e la sua efficienza professionale?
Attimi semplici, di un mondo in gran parte trascorso, anzi dileguato (e non arrabbiatevi se aggiungo: di un mondo in gran parte più felice).
“Claudio”, per fortuna, di quel mondo più felice è tuttora (come il “Bel soggiorno”) esponente vivo e vitale. Mi trovi magari seduto con Luisa ad uno dei suoi 4 tavolini in occasione degli animatissimi mercati d’antiquariato che ogni anno Ovada sciorina a date fisse, ovvero Pasquetta, il 1° maggio, il 2 giugno, Ferragosto, la prima domenica d’ottobre, il 1° novembre e l’8 dicembre.

la 'polenta' di ovada

la ‘polenta’ di ovada

Alle pareti, belle cose soprattutto di Piemonte e di Francia, fra cui importanti declinazioni di sua maestà il vitigno nebbiolo e Champagne delle principali maison, inclusa la più antica di tutte, Ruinart, senza per questo far torto ai metodo classico italici, ormai garanzia d’ottimi brindisi e qui degnamente rappresentati…

umbi da claudio ovada

Il bar-pasticceria-gelateria, poi, riuscirebbe a tentare perfino un asceta. Luisa ed io ci lasciamo guidare dalla cortesissima Elvia, la regina del bancone, che di solito ci prepara uno stuzzichino a base di prosciutto crudo, poi il toast (spalmato di burro), infine ci entusiasma con 2-3 pasticcini della casa, sovente i classici, e talvolta qualche nuova creazione del maître patissier. Intendo, tanto per solleticare sempre più l’acquolina degli amici lettori, bigné, cavolini, diplomatici, cardinali, tartufi…

madames et messieurs, champagne!

madames et messieurs, champagne!

C’è un costante e non casuale viavai di clientela, spesso autentici habitués, che da “Claudio” trovano la cosiddetta “polenta di Ovada” e tante torte vere, torte come una volta, e come l’immaginario collettivo tuttora le vorrebbe non solo in occasione delle cerimonie…, ma torte eleganti, con una leggerezza e digeribilità rare altrove. E’, come sempre, la materia prima a sancire questa differenza, pienamente avvertibile anche nei grandi lievitati, che “Claudio” prepara per le feste comandate, Natale, Pasqua. Strepitoso, infine, anche il settore caramelle. Provare, per credere, i vari bei marchi che da centro sala fronteggiano i tavolini, quasi chiamando a sé il buongustaio.
Umberto Curti

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