10 apr 2019  | Pubblicato in Ligucibario

Gita all’Acquasanta

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Frequento Acquasanta da molto tempo, specie d’estate godendomi la frescura del luogo. Tuttora, lo confesso, non mi è chiaro dove corra il confine tra i Comuni di Genova e Mele, ma è comunque sorprendente questo grumo di quieta ruralità a due passi dal mare di Voltri, dal traffico dell’Aurelia, e dall’industrializzazione del ponente cittadino. Il turista, il trekker, il devoto, il buongustaio o semplicemente il curioso può giungervi anche in autobus (linea AMT 101) ed in treno, grazie all’ardita ferrovia ottocentesca (originariamente a vapore), binario unico, 30 gallerie, e viadotti panoramici, che legano Genova ad Acqui Terme. Il celebre Passo appenninico del Turchino – percorso dai ciclisti durante la Milano-Sanremo – corre limitrofo verso Ovada.
Acquasanta si svela sin dal toponimo: le terme sulfuree salse ed il santuario di Nostra Signora (eretto tra i secoli XVII e XVIII). Beninteso, gli escursionisti l’apprezzano in primis per il reticolo di sentieri con cui salire anche a Punta Martin (1.000 m), dislivello notevole ma segnavia rassicuranti, e per alcune neviere, interessanti sopravvivenze di un tempo in cui la Repubblica di Genova doveva rifornirsi di ghiaccio sfruttando il clima più rigido dell’entroterra. I gourmet, viceversa, per le buone trattorie dove ritrovare l’atmosfera casalinga, le ricette della tradizione (pesto, ravioli, coniglio…), e qualche buona referenza nelle carte dei vini. Gli amici Alessandro e Marco (dell’Antica Osteria, 010 638035) talora “osano” anche piatti quasi in via di estinzione, quali il “crastun” (stufato d’ovino), o le parti di quinto quarto (lingua, rognoni), a servirli fra i tavoli si muove la gentilissima Antonella.
Questi sin dal Medioevo furono inoltre, per così dire, luoghi di carta. A perpetuarne la testimonianza opera un Museo, con vendita di carta fatta a mano, eccellenza di artigianato. Questo Museo è un piccolo rifugio appartato e suggestivo, ospitato da una cartiera del 1757, che riceve scolaresche in visita didattica, e organizza workshop, laboratori, esposizioni, eventi. Un meritevole esempio di tutela e intraprendenza culturale, e soprattutto un angolo – così è del resto l’intera Acquasanta – dove palpita ancora, orgoglioso e ospitale, il senso della comunità.
Ringrazio Clio Ferrando e Rita Gestro per la gentile accoglienza che mi hanno riservato domenica 7 aprile scorso, e con viva cordialità do loro appuntamento a sabato 1° giugno. Sarà stimolante parlare di turismo esperienziale in un contesto che avrebbe, ove facesse maggiormente “sistema”, notevoli potenzialità.
Umberto Curti

Museo della carta, via Acquasanta 251, Mele (GE)
www.museocartamele.it
museocartamele@comune.mele.ge.it
www.facebook.com/museocartamele
prenotazione visite guidate (merc. e dom.) 347 1679042 e 335 1623161

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