17 mar 2021  | Pubblicato in Ligucibario

Fondamenta del futuro

con luisa e lela

con luisa e lela

Giorni fa leggevo qualche verso (magnifico) di Franco Arminio, poeta e “paesologo” campano, poi aprendo un quotidiano mi sono imbattuto – quasi una magia – anche in Iosif Brodskij, e ricordo ancora quando comprai in libreria – ahimé già 30 anni or sono – il suo volumetto di saggi Fondamenta degli incurabili, edizione Adelphi… Se lo apri, amico Lettore, in quelle auree pagine sta scritto “Perché noi andiamo e la bellezza resta (…) Lo stesso vale per l’amore, perché anche l’amore è superiore, anch’esso è più grande di chi ama”.

I grandi pensatori – ieri come oggi- ci esortano sempre a fermarci un momento, a riflettere su valori e disvalori, a dare all’umanità che ci attornia un contributo di saggezza, di misura e di rispetto. Ma in questo tempo, che addiziona pandemie alle già tante malattie del pianeta, molti confondono il diritto di parola con un malinteso dovere di parola, senza porsi limiti, liberi di scrivere puerilità su tutto pur di apparire ovunque… Rallentare, ragionare su quel che è giusto e sbagliato, sono verbi che mal s’addicono a quella che già Eugenio Montale nella bellissima Al mare (o quasi) malinconicamente definiva la sola musa del presente, ovvero la precarietà.

Lasciatici alle spalle il covid, quale configurazione vorremo dunque dare al nostro futuro, all’ambiente, all’economia, al lavoro, all’alimentarci, al tempo libero…? L’innovazione (necessaria) saprà far tesoro della tradizione senza viverla come un fardello? Sconfiggeremo una volta per tutte le agromafie? Città ineguagliabili come Venezia si libereranno di quel turismo di massa mordi-e-fuggi che fa fuggire i veneziani? Chiameremo genius loci (e non più brand) quel senso profondo d’Italia, e di comunità, che traspare ad esempio in tante pagine di Veronelli?
Insomma, i nostri giorni garantiranno qualche punto di riferimento e un domani decente alle generazioni a venire, o proseguiremo nella stolida corsa verso il profitto ad ogni costo, i consumi superflui e l’individualismo come stile di affermazione (e tanto peggio per chi resta indietro)?
Una sfera di cristallo purtroppo non basta per decifrare quel che avverrà, o forse tutto è già sin troppo evidente. Ma Ligucibario, non da oggi, milita (e militerà) da una parte ben chiara della barricata.

Umberto Curti
umberto curti

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