8 giu 2018  | Pubblicato in Ligucibario

“Assaggia la Liguria” approda a La Spezia

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Il centro di La Spezia, presso l’Osteria della Corte, ha accolto giovedì 7 giugno la sesta tappa de “Assaggia la Liguria”, progetto interno al PSR Regione Liguria misura 3.2, in virtù del quale Enoteca Regionale della Liguria, Consorzio di tutela olio extravergine DOP Riviera Ligure e Consorzio di tutela Basilico Genovese DOP illustrano al pubblico e agli addetti al lavori le produzioni liguri a denominazione certificata.
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12 le cene complessive in programma, tutte presso ristoranti del circuito “Liguria Gourmet”, le prossime 6 tappe toccheranno Genova (“Il Genovese” 12 giugno), San Bartolomeo al Mare (“La Femme” 13 giugno), Santa Margherita Ligure (“L’insolita zuppa” 14 giugno), Sassello (“Palazzo Salsole” 16 giugno), Genova (“Le Perlage” 19 giugno) e infine Badalucco (“Cian de Bià” 20 giugno).
L’Osteria della Corte ha proposto nell’occasione 6 portate, la torta barbotta (tipica delle ruralità di Lunigiana) e il cappon magro per antipasti, la zuppetta calda di pomodori con gelato all’aglio, baccalà, pane e olio e le tagliatelle al basilico con gamberi, muscoli e fiori di zucca per primi piatti, il morone al forno con crema di zucchine, basilico e pomodori confit per secondo, infine la bavarese all’extravergine con basilico e limoni del giardino di proprietà.
Vermentini sarzanesi (Santa Caterina Poggi Alti e il Monticello) hanno validamente “contrastato” le note gustative delle pietanze, peraltro d’impronta elegante, spandendo dai calici sentori sin dal naso molto caratterizzanti, che fanno del Vermentino un vitigno sul quale anche in Liguria, da levante a ponente, “investire” sempre convintamente.
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Dopo un fresco aperitivo gin-basilico-limone-zucchero di canna e i due antipasti, una dimostrazione di pesto al mortaio condotta da Flavio Corazza ovviamente con Basilico Genovese DOP ha inoltre chiarito al pubblico – ove ve ne fosse bisogno – la centralità di una materia prima d’eccellenza (compresi l’aglio e il pecorino sardo!), per realizzare piatti piacevoli – e talora, come il pesto, straordinari – ma senza nuocere al benessere dell’organismo. Quanto più la Liguria saprà ovunque proporre un pesto “autentico” per quanto attiene alla tracciabilità della sua “erba regia” e del suo strepitoso extravergine, tanto più gli consentirà di fronteggiare gli agguati di un mercato sovente spregiudicato, che intorno a questa salsa mira a realizzare profitti immensi.
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La mediterraneità è non a caso sinonimo di uliveti, piante aromatiche di cui non si smette di scoprire nuovi utilizzi, vigneti vista mare, cereali antichi…, e la frugale sagacia di ieri con pochi ingredienti e col rispetto delle stagionalità ha saputo tramandare un patrimonio che va custodito, e promosso, come volano sia culturale sia economico, perché il turista e il gourmet rimangono davvero a bocc’aperta dinanzi a tanta storia, tanta biodiversità e tanta qualità.
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Al termine, domande e interventi hanno alimentato il dialogo fra i molti convenuti, e sottolineato l’urgenza di una sensibilizzazione estesa, che sempre più entri anche nelle scuole, affinché i giovani e giovanissimi (l’Italia di domani) possano anteporre buoni cibi della tradizione a quel trash food untantoalchilo da cui paiono allontanarsi con difficoltà. La clientela ha largamente usufruito dei materiali cartacei messi a disposizione dall’Enoteca Regionale e dai due Consorzi di tutela, ed è stato per l’extravergine ripetutamente pronunciato il termine “nutraceutico”, ovvero alimento che ha proprietà benefiche e/o preventive.
Per continui aggiornamenti circa il seguito dell’iniziativa, giunta solo al giro di boa, Amico lettore segui la pagina Facebook @assaggialaliguria
Umberto Curti

 

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