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Rapa della val Pennavaira (SV) 2

L’etimo è quello di rafano. Se ne fa anche una torta rusticissima, a Nasino e dintorni. Un tempo, il succo era somministrato ai bambini come antidoto allo scorbuto. Nei Castigatissimi Annali della Repubblica di Genova redatti dal Giustiniani (1537) anche Caprauna veniva menzionata, ovunque orti grazie a terreno e clima ottimali, e le rape còlte entro il 30 novembre si commerciavano anche verso la riviera. Le piante secche venivano viceversa arse per la ricorrenza di San Giovanni dinanzi alle case, cospargendo gli usci di cenere in funzione anti-formiche. Da un’unica semente originano in realtà due tipologie, una giallastra e più piatta, assai delicata quanto a sapore, e in quantità minori una biancastra. La rapa è in genere secondo raccolto, susseguente alla patata, con semina in piena estate. Le cime di rapa, vanto della cucina pugliese, altro non sono che gli steli fiorali, còlti coi fiori in boccio.

2 thoughts on “Rapa della val Pennavaira (SV)

  1. Commenta Donatella giu 17, 2015 18:44

    Buona giornata a tutti,sono Donatella Ferraris responsabile sul territorio della Rapa di Caprauna ,Presidio Slow-food.Buon lavoro e a presto.

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