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Ossa dei morti

Biscotti dolci secchi tipici del savonese, di Calizzano e sparsamente della Val Bormida. Farina, zucchero, uova, mandorle. In Lunigiana sono di marzapane.
La ricorrenza è quella dei Defunti, retaggio celtico là dove l’inizio di novembre era il loro capodanno, la terra riposava e i morti si ridestavano. I Romani viceversa celebravano i trapassati dal 13 al 21 febbraio (Parentalia), alle soglie della primavera. Il benedettino Odilone di Cluny comprese che abolire di colpo questi riti apotropaici, in nome della Cristianità, avrebbe potuto contrariare le popolazioni, ecco perché tuttora ricorrono fiori e lumini da deporre accanto alle tombe, affinché i morti non tornino (come i famelici lemuri) a tormentare i vivi. Forse, in tal senso, è autoctona anche la festa di Halloween. I morti peraltro, grati dei doni, ricambiano lasciando qualcosa per i bimbi – ossa, fave, pan dei morti – , i quali da sempre (poiché appena nati) vivono una condizione intermedia, limitrofa ai defunti.

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