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Maccheroni di Natale in brodo

Dei macaroni (o mostaccioli) si ha notizia in Liguria, come noto, già il 4 febbraio 1279 per via d’un lascito * . Che la parola derivi dal greco μάκαρ (“beato”) perché mangiati ai banchetti funebri? E’ un’ipotesi suggestiva, ma azzardata. La parola tuttavia canta di certo una storia antica e “ammaccata”, ne parlano lettarati quali Boccaccio, Folengo ** , gli antichi testi di cucina come quello quattrocentesco di Martino da Como…
Attualmente è una pasta che varia da regione a regione, ed è usata internazionalmente in espressioni quali macaroni à l’italienne, baked macaroni with cheese… Il piatto natalizio, nella sua sontuosità, richiedeva un brodo di 3 carni. Vedi la voce natalini di Savona con le trippe. I maccheroni si fanno anche ripieni (maniche di frate), arrosto/pasticciati, con le sole trippe (area spezzina, Sarzana!), con carciofi e patate…

* è la bariscella plena de macaronis dell’inventario di Ponzio Bastone. Per molte altre notizie vedi anche l’Enciclopedia Garzanti dei prodotti tipici d’Italia, alle pp. 242-243 e 332-335. Mostaccioli deriva dal latino mustaceum, una focaccia in cui compariva il mosto

** nei loro scritti i maccheroni sono tuttavia gnocchi. Occorre attendere – per un po’ di chiarezza – le distinzioni cinquecentesche di Cristoforo da Messisbugo, che separa i maccheroni-gnocchi dai maccheroni alla napoletana (liste di pasta lessate e poste di contorno a carni) e dai romaneschi (budelli lunghi un dito, da lessare in brodo e cospargere di formaggio, ma quest’ultimo tipo coincide coi siciliani descritti cento anni prima da Martino da Como)

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