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Lavanda

Pianta mediterranea, spontanea, rigogliosa, il nome è un gerundio latino. L’essenza di lavanda, toscanamente “spigo”, si ottiene per distillazione, scegliendo piante cresciute a notevole altitudine (almeno 1500 m sul livello del mare); consente usi aromatici (negli armadi ecc.) e medicinali.

In Liguria la incontri soprattutto fra imperiese e savonese, ad Airole, dove viene distillata con l’alambicco, a Carpasio, Pietrabruna, Col di Nava, Onzo.
Spesso, ritualmente, si coglie al solstizio d’estate, il 24 giugno festa di San Giovanni, momento cristiano e nondimeno vagamente pagano, tuttora diffuso ad es. anche in Grecia. Per San Giovanni si imbandivano dinanzi alle chiese i profumati mercati delle erbe, evento molto sentito, propiziatorio, e con quelle erbe ogni paese realizzava i propri riti e le proprie ricette, elisir di fertilità: “quando il sole si ferma per girarsi raccogli l’erba fiorita, che tutti i mali guarisce”, “il falò di San Giovanni Battista protegge i campi e la vista”, “se raccoglierai le erbe nella notte di San Giovanni, starai bene per tutto l’inverno”…

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