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krapfen (di Bogliasco)

Non si tratta certo di una specialità ligure, semmai viennese e antica di secoli. Ma “ubichiamo” i krapfen a Bogliasco poiché Romano Zampriolo, pasticcere di origine dianese giunto a Bogliasco appena dodicenne, e all’inizio reclutato dalla pasticceria Sottimano, li produceva nel suo laboratorio di via dei Mille limitrofo alle spiagge, ingolosendo residenti, bagnanti, turisti, e i VIP dell’epoca, insomma chiunque. Mancò purtroppo nel 1984, stroncato appena sessantenne da un male cattivo, ma la moglie Maria – l’addetta alla crema pasticcera… – proseguì, finché poté, l’opera meritoria del marito, e il paese periodicamente ricorda questa tradizione con feste e degustazioni (a scopo di beneficenza), centinaia di bomboloni fritti al momento, confidando nel maestrale – il clima secco infatti favorisce questa preparazione – . Ove non consumati subito, i krapfen si conservano 3-4 giorni in frigorifero coperti da pellicola, scaldarli al momento di gustarli. Col paciugo di Peruzzi, questa è ormai a pieno titolo storia bogliaschina…
Umberto Curti

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