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Ciliegie

Il nome deriva da Cerasunte, città del Mar Nero. Diffuse a Castelbianco (SV), Pontinvrea (SV), Sori (GE), se ne ricavano anche confetture e liquori, si pensi all’internazionalità dello cherry.
Frutto estivo, già apprezzato dai Romani, se Lucullo lo importò nel 71 a.C., le ciliegie (comprese le varietà marasca, visciola e amarena) sono intensamente coltivate soprattutto nel Nord Est, Campania e Puglia.

A livello nazionale entrano in ricette di pasticceria (canditi, strudel, crostate, ravioli dolci…) ma anche in talune ricette salate, ad esempio il cinghiale in agrodolce * .
Hanno molteplici proprietà benefiche. Nelle campagne, si piantava un ciliegio quando nasceva un figlio. Ha dedicato loro un bel quadro Bartolomeo Bimbi (1648-1725).

* l’agrodolce si dice tecnicamente “miscela gastrica”, è già in Apicio (I secolo d.C.) e si utilizzava poi sia per le verdure che per gli alimenti destinati ad esibire “fasto” o di provenienza esotica. Nelle attuali ricette il mix dolce-salato non è più in voga, resistono tuttavia i tortelli di zucca, i quali, nelle loro varianti, presentano nella farcia la mostarda, gli amaretti, il parmigiano, la noce moscata, un poco di zucchero…

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