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Cantamaggio

Antica usanza – pagana e rurale – durante cui i figuranti celebrando l’arrivo della primavera visitano i borghi e domandano un’offerta in formaggio o… in figlie. Tipica a Leivi, Cogorno, Varese Ligure, dunque lungo gli entroterra e le vallate a metà strada tra genovesato e spezzino. In Valle Arroscia, durante il carnevale, i “mascheri” (giovani travestiti con vecchi abiti femminili, e col viso annerito) bussavano alle porte domandando uova, olio, vino…
Col raccolto le ragazze organizzavano frittelle salate e dolci, da mangiare festosamente nei “canissi” (baracche rifugio nella campagna, dove a furia di baci furtivi fiorivano anche amori). A metà Quaresima, poi, i giovani si sfidavano alla pentolaccia, in premio un salame, e dopo Pasqua ecco l’albero della cuccagna. Infine, dentro il falò (u scunfogu) di San Giovanni Battista s’arrostivano patate e cipolle – trafugate dai giovani negli orti migliori – , che poi finivano dentro un grande condijun.

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