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Barbagiuai di Camporosso, Vallecrosia…

Diffusissimi nell’imperiese (ma si friggono anche in Provenza), il loro nome sta per “zio Giovanni”. Sono frittelle di zucca, o per meglio dire ravioli fritti nel cui ripieno entra la zucca – il riso “lega”, il resto è creatività – , perfetti come antipasto o spuntino. La zucca bolle per 10 minuti, dopo di che si strizza dentro un panno, ottenendo una pappa.
A questo link hai come sempre la mia ricetta http://liguricettario.blogspot.com/2010/12/barbagiuai-ravioli-di-zucca-fritti_1.html
I barbagiuai si possono mangiare sia caldi sia freddi, anche con formaggio brusso o cagliata ed erbe (per compensare il dolce della zucca). Talora il ripieno contiene anche biete e prosciutto.
Chiedono, a seconda dei gusti personali, e visto che la massarda è divenuta “improbabile”, un Mataossu IGT di Varigotti, un Vermentino “marino”, o un DOC Golfo del Tigullio spumante, vini che sciacquino la bocca dall’unto del fritto. A Genova-Bolzaneto, friggendo la zucca, si confezionavano bigné (i genovesi chiamano bertueli i cavolini con panna).
Umberto Curti
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