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Amaretti di Sassello (SV)

Sono un’intuizione artigianale di Geltrude Dania a metà ‘800, che vinse vari premi sin dai primi del ‘900 ed è oggi perpetuata da tante aziende locali di questa bella località dell’entroterra savonese verso Acqui (alla cui ricchezza ambientale e gastronomica ho dedicato molti scritti).
Si conservavano in contenitori di vetro (oggi si fasciano uno ad uno). Morbidi, tipo marzapane, a base di mandorle dolci e amare (armelline), possono implicare anche l’aggiunta di nocciole tostate, pinoli, uvetta, arancia… Si utilizza farina 00 e gli ingredienti si pesta(va)no nel mortaio, lasciando poi riposare qualche ora in frigo. Si pongono poi in forno a 120° per 3 ore, alzando a 150° per 10 minuti. La sagra si svolge a luglio. Con gli amaretti si prepara anche una torta, bagnata di solito con alkermes (fiorentino, deriva dallo spagnolo-arabo “quirmiz”. La cocciniglia, schiacciata e seccata, gli conferisce un inconfondibile e duraturo colore rosso). Due curiosità: il marchio Virginia vuol “richiamare” null’altro che la marca dei sigari peruviani. Sulle antiche cartoline, la piazza col forno Virginia veniva definita “piazza degli amaretti Virginia”.
Umberto Curti
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